lunedì 25 maggio 2009

Ahimè, non ho ancora ventidue anni
e già sono stanco di vivere! O Amori,
che cos'è questo tormento? Perché
mi bruciate? E se la morte mi colpisce,
Amori, che farete? Già! Come prima,
giocherete scherzando con i dadi.
Asclepiade di Samo

sabato 16 maggio 2009

Il battito d'ali di una farfalla...

1) Confesso: non ero presente al seminario di venerdì 8 maggio. Ho letto il post del professore (caos, ordine, poesia…) e mi sono improvvisamente pentita di essere andata via quella mattina. Mi sono spesso interrogata sul discorso del Caos, la teoria del Caos. Ho molto riflettuto, ma soprattutto fantasticato su cosa possa significare questa parola.
Per quanto riguarda la celeberrima ma incompresa teoria del Caos: ho sentito molta gente convinta che essa preveda che molti fenomeni siano incontrollabili, governati dal disordine, dal caso. Non è così. Non esiste il Caos come disordine. L’Universo è governato da leggi ben precise. Newton&Co. ce ne hanno svelate parecchie, ma che sono solo una piccola parte di quelle che in realtà dominano la Natura. Non abbiamo (non ancora) strumenti che ci permettano di decifrare certi codici e ciò crea ai nostri occhi l’illusione del disordine.
Dalla teoria del Caos deriva il cosiddetto Effetto farfalla:
Il battito d’ali di una farfalla genera un uragano dall’altra parte del mondo.
La teoria dell’impossibilità di prevedere certi avvenimenti si applica a parecchi campi. Uno di questi è sicuramente la meteorologia. Non è possibile fare previsioni a lungo termine perché non è possibile considerare tutte le possibili varianti. In poche parole non si può includere nelle previsioni del tempo l’effetto del battito d’ali di una farfalla. Inoltre l’imprecisione, l’errore cresce in maniera esponenziale allontanandoci cronologicamente, perché gli effetti si moltiplicano, crescono esponenzialmente, un avvenimento ne genera un altro che ne genera un altro ancora, per cui ciò che è apparentemente insignificante, ininfluente, può cambiare il destino di un evento. Se ne parlava su un numero di Focus di qualche tempo fa. Addirittura si diceva di come un topolino, mi pare, possa aver determinato la sconfitta di Napoleone o qualcosa di simile.
La matematica diventa veramente simpatica quando inganna i nostri sensi ed è il caso della storiella dei chicchi di grano sulla scacchiera di cui si parlava. Ce la raccontava sempre il mio prof di matematica del liceo tutte le volte che avevamo a che fare con una potenza. Questo per dire in che misura questo benedetto Butterfly Effect può essere importante.

2) Per quanto riguarda l’altro punto… Io sarei d’accordo nell’inserire la Relatività tra le materie scolastiche. Per la verità tra le mie del liceo c’era e mi piaceva anche parecchio. Evito di iniziare un discorso che non finirebbe più sulla grande teoria, ma leggendo le parole del prof mi è subito venuto in mente un personaggio che non smette di affascinarmi da quando ero bambina. Parlo di Albert Einstein. Io trovo che rappresenti una delle più grandi personalità della storia dell’umanità e non solo perché riuscì a stravolgere perfino i più elementari concetti di “spazio” e di “tempo”. Perché diede sì contributi di un inestimabile valore alla fisica, ma lo fece con spirito innocente, con animo poetico. Einstein non era solo uno scienziato dei massimi livelli. Era pacifista, suonava il violino, riceveva lettere dai bambini e si faceva ritrarre facendo la linguaccia. Tutto ciò perché, come tutte le menti davvero geniali, possedeva al di là della padronanza della fisica e della matematica, anche un innato amore per l’Arte nel senso più ampio del termine. Era, come egli stesso si definiva, appassionatamente curioso e questo gli rendeva interessante qualsiasi cosa lo circondasse, come è per un bambino. Ed evidentemente questo modo di rapportarsi alle cose ha dato i suoi frutti.

domenica 10 maggio 2009

Creatività come...inquietudine




Non è un'associazione immediata quella proposta da Stefano Bartezzaghi nel suo libro "L'elmo di Don Chisciotte", tra creatività e senso di insofferenza nei confronti delle regole e, più in generale, verso tutta quanta la realtà. Se però penso a determinati artisti, come Van Gogh ad esempio, il concetto mi appare già molto più chiaro..il suo famoso quadro coi corvi è esemplare, ma anche l'urlo di Munch: appaiono entrambi lo specchio di un'inquietudine.

Certo non è sempre così, e forse torna più familiare pensare la creatività come "il riscatto dal grigiore; il divertimento nel lavoro; l'arma finale dell'intelligenza contro la noia ".

La si collega implicitamente alla fantasia considerandola quindi, insieme a quest'ultima: "uno strumento che si fa antidoto alla finitezza di ogni esperienza individuale e viene utilizzato per sognare una vita diversa, per rendere la nostra esistenza più ricca e soddisfacente, intrecciandola con quella degli altri, compresi gli sconosciuti o coloro che, nel tempo o nello spazio, sono lontani", secondo una bellissima definizione di Remo Bodei.
Costanza




giovedì 7 maggio 2009

Previsioni tecnologiche.....

In un laboratorio di Cambridge sono alle prese con i prototipi di certi oggetti che, dicono, useremo tra vent'anni. Alcuni sono davvero curiosi e, per determinati aspetti, inquietanti: ad esempio il "whereabouts clock", un orologio, appunto, che collegato ai cellulari di famiglia, è in grado di stabilire dove si trova la persona che lo tiene in tasca...magari è il sogno di tutti i genitori più apprensivi, ma per i figli, credo, una vera maledizione...per fortuna, al caso, si può disabilitare o lasciare, "inavvertitamente", in un luogo diverso... Poi c'è la "time card", una sorta di archivio digatale in cui è possibile raccogliere tutte le proprie foto, filmati, audio lettere; il "wayve", equivalente ai classici promemoria attaccati al frigo, può inviare il messaggio che si è appuntato, così come pure giochi e immagini, a un computer o ad un telefonino.
La cosa più "ganza" mi è sembrata la "Sense Cam": una macchina fotografica da indossare, che scatta da sola le immagini tutte le volte che "vede" qualcosa di interessante.
Chissà se questo futuro da "Minority report", come lo definisce l'autore dell'articolo che ho letto, sarà poi veramente quello che ci aspetta...l'unica cosa che mi lascia interdetta è che tutti queste apparecchi tecnologici presto si rivelano armi a doppio taglio, nel senso della dipendenza che possono creare e della possibilità di controllo sulle vite altrui che possono offrire. Mi è rimasto impresso il film "Nemico Pubblico" (sono quasi sicura del titolo, diciamo al 99%, mi lascio un 1% di dubbio, come diceva il mio professore al liceo) in cui il protagonista, Will Smith, incastrato in una sorta di complotto, è sorvegliato in ogni singola sua mossa...
Un pò come in tutte le cose, il valore di un oggetto sta nell'uso che se ne fa. Stare a disquisire tutti i pro e i contro sarebbe un impresa infinita....è il caso di dire "chi vivrà vedrà".
Costanza

mercoledì 6 maggio 2009

Copyright

Leggendo le Ultime lettere di Jacopo Ortis o ammirando lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, mi sono detta tante volte "chissà come si sentì Goethe a sapere che c'era qualcuno che condivideva gli stessi identici drammi con il povero Werther" e "ma il Perugino non deve essere stato tanto contento di vedere che qualcuno stava diventando un grande della Pittura grazie ad un'opera che di diverso dalla sua non aveva altro che una più intensa bellezza".
Eppure se Foscolo e Raffaello non si fossero "ispirati" a opere di altri l'Arte italiana vanterebbe due capolavori in meno.
Credo che il discorso sul Copyright sia più complesso di quello che sembra e mi è difficile dare un'opinione decisa.
Io sono molto gelosa di tutto quello che è mio, soprattutto se partorito dalla mia testa. Quando scriverò un libro o dirigerò un film tutti dovranno sapere che quella cosa è mia, che l'ho fatta io e non permetterò a nessuno di appropiarsene in alcun modo. E non parlo di soldi. Non solo. Qui ho un pò di difficoltà nell'esprimere appropriatamente il concetto... Trovo che l'usurpazione di una proprietà intellettuale, di un'idea sia infinitamente più odiosa di un furto materiale. Perchè un'idea non ha prezzo. Quello che facciamo, che creiamo fa parte di noi, è quello che siamo. E chi si appropria in modo disonesto di una nostra cosa che non gli appartiene è come se prendesse una parte di noi. Ed è per questo motivo che io nei panni di Goethe o del Perugino mi sarei al minimo inc***ata come una belva.
Abbandonando il Mio Mondo e i miei pensieri per scendere sulla Terra, mi rendo conto che non tutte le battaglie sul diritto d'autore sono così nobili e che se tante storie finiscono in tribunale è soprattutto per problemi economici.
Credo che l'arte sia fatta per essere goduta. Un quadro per essere ammirato, una melodia per essere ascoltata. Ed è assurdo pensare che non si possa diffondere senza limiti, come invece è naturale che sia. Tuttavia, come è già stato osservato, molti artisti vivono delle loro opere e qui mi tocca accettare la cosa e farmene una ragione.
Completamente diverso è, a mio avviso, il discorso sulla Scienza.
L'Arte nutre l'Anima. Senza di Essa questo Mondo farebbe più schifo di quanto gia non faccia ed è una delle poche cose che ci differenzia dagli altri animali e che rende DEGNO l'Uomo.
Ma senza Scienza... senza Scienza semplicemente non si vive! Il progresso scientifico è il futuro, è il bene di tutti... la divulgazione dovrebbe essere non solo permessa, ma anche favorita in qualsiasi modo, sotto qualsiasi forma.
Ora mi viene in mente il Prof Romagnoli che non può pubblicare le immagini delle lezioni di istologia perchè protette dal diritto d'autore. A me farebbero tanto comodo e di certo il professore non avrebbe modo di guadagnarci mettendole in rete. Eppure non si può perchè queste maledette immagini sono sotto Copyright. Io la trovo una cosa ridicola, per non dire volgare. Mi domando: i signori che hanno compiuto quegli studi, a cui appartengono quelle immagini, perchè lo hanno fatto? Non hanno dedicato la loro vita alla Scienza per il piacere di farlo? Per loro fare Ricerca, studiare, realizzare quelle belle immagini è solo un modo per portare il pane a casa? Si impoverirebbero donando, prestando il loro materiale all' Università?
Per me qualsiasi cosa impedisca la diffusione della Cultura, a maggior ragione se in ambiente scolastico ed universitario, dovrebbe essere ILLEGALE.
Non mi avventuro in discorsi legali, anche perchè sono impreparata a riguardo. La mia ingenuità mi porta spesso a non capire certi contorti meccanismi. Ma volete sapere una cosa? E' meglio così.

A proposito della lezione di info: una partita di caccia con i figli

un cacciatore va insieme ai suoi figli alla caccia. Obbietivo:imparare a cacciare,imparare come stabilire le trapole, facendolo,imparare a conoscere la foresta. Alcuni dei figli sono già stati nella foresta, altri invece ci vanno per la prima volta.Il padre dopo aver dato qualche consiglio e indicazione, se ne va via a cacciare da solo.
I figli meno sperimentati, sono persi, non capiscono quel padre che in mezzo alla grande foresta li lascia da soli!!con tutti gli animali selvaggi che ci sono.
Grazie a Dio, i fratelli piu sperimentati danno consigli ai minori e tutti vanno insieme,aiutandosi mutualmente."ogni figio sarà premiato proporzionalmente alla quantità di carne che porterà a casa."Cosi ciascuno prova a cacciare animali carnosi, grossi.
Ogni tanto, il padre controlla come e che specie i figli cacciano.Scopre allora, delle specie che non aveva mai visto, poi senza vergognarsi , chiede " dove e come avete fatto a prendere questo gioiello ?" ,i figli perplessi chiedono a loro volta " come fai a non conoscere questi animali sicché da piu di 20 anni ormai, vieni nella foresta ogni giorno?" e il padre di rispondere "la foresta è talmente immensa e piena di belle cose e anche di cattive tutti da scoprire.Neanche tutta la mia vita non basterebbe per scoprirne la maggiorità , perciò il vostro aiuto mi è molto prezioso."
In fatti la formazione di una tale rete, mediante ovviamente dei connessioni ,permette un risparmio di tempo e sopratutto di energia.ognuno porta la sua contibuzione e in un Laps di tempo, ecco che l'obiettivo stabilito all'inizio viene raggiunto!

lunedì 4 maggio 2009

PiratPartiet

A proposito di Internet se ne sentono di sempre pù fantasiose...quest'anno candidato alle europee ci sarà pure il "Piratpartiet", il Partito svedese dei pirati, nato nel 2006 per affiancare uno dei più importanti siti di file-sharing, "Pirate Bay" di Stoccolma, i cui creatori erano stati condannati ad un anno di carcere e ad una multa, proprio perchè scambiavano online file audio e video.
Al momento il "Piratpartiet" è la quarta forza politica in Svezia e i punti fondamentali del suo programma sono: l'abolizione del copyright e dei brevetti, tutela della pivacy e salvaguardia della libertà della rete. Pure in Italia c'è "una linea" che si è conformata al raggiungimento di questi obiettivi!
I sostenitori aumentano, grazie alla grande diffusione di Internet in Svezia, che ha investito molto in questo campo garantendo una buona informatizzazione, in più si punta molto proprio sulla "forza del web" per quello che sarà la propaganda di questo insolito partito, il cui vicepresidente ha un suo blog personale sempre aggiornato!
Costanza